Classe III B, Scuola Primario “R. Fucini”

Casciavola (Pisa)
Il Filo invisibile dei nostri ricordi
- Com’è nata l’idea: piccoli esploratori di memoria
Tutto è iniziato in un lunedì mattina un po’ speciale. Le nostre maestre ci hanno spiegato che i musei non sono solo “posti con cose vecchie”, o depositi di oggetti.
Al contrario, sono veri e propri scrigni magici che custodiscono la memoria dell’umanità, permettendo al passato di parlare con il presente.
Questa rivelazione ci ha colpiti profondamente e ci siamo chiesti: “Ma anche noi, nelle nostre case, abbiamo dei tesori simili?”. Da questa domanda è nata la nostra missione. Ci siamo trasformati in piccoli esploratori del quotidiano, armati di taccuino e tanta voglia di scoprire. Abbiamo intervistato nonni, genitori e zii, chiedendo loro di scegliere non un oggetto qualsiasi, ma “quell’oggetto” capace di raccontare un pezzo della nostra storia comune. È stato incredibile scoprire come un vecchio pezzo di ferro arrugginito, una foto sbiadita o una bambolina di plastica potessero nascondere avventure così grandi e segreti così preziosi! Abbiamo capito che ogni famiglia è un piccolo museo vivente. - Il nostro Museo di Classe: l’allestimento
Dopo aver raccolto i nostri “reperti”, abbiamo dovuto pensare a come presentarli.
Abbiamo deciso di chiamare il nostro allestimento “Il Filo Invisibile dei Nostri Ricordi”. Perché questo nome? Perché ci siamo resi conto che ogni oggetto è come un punto cucito su una stoffa preziosa: un filo che unisce saldamente il passato dei nostri cari al nostro presente.
Quello che vedete oggi non è solo un insieme disordinato di oggetti, ma un’esposizione ragionata di “pezzi di vita” che hanno trasformato la nostra aula in un luogo di memoria collettiva e condivisa. Il criterio espositivo che abbiamo scelto è il legame generazionale: ogni reperto è un ponte, una mano tesa tra noi, i nostri genitori e i nostri antenati. Abbiamo curato le didascalie e posizionato gli oggetti affinché potessero “dialogare” tra loro, creando un percorso che attraversa il tempo e le emozioni. - Visita Guidata: il Percorso espositivo
Benvenuti nel nostro Museo! Noi saremo la vostra guida in questo viaggio tra i ricordi della Classe 3° B.
Sala 1 – i Riti dell’Accoglienza e le Radici
Iniziamo il percorso dai simboli che segnano l’ingresso nel mondo, quei gesti di cura che accolgono ogni nuova vita.
Ammiriamo la Camicina della Fortuna in seta (2017) di Chiara, regalata da nonna Giulia, simbolo del suo amore e della tradizione familiare. Accanto, troviamo la Tunica del Battesimo in cotone (2025) di Virginia che rappresenta la protezione e la fede della sua famiglia. Il cappellino da cerimonia in velluto (2017) di Bianca Fi., legato al matrimonio dei suoi genitori, ricorda l’”inizio ufficiale” della sua famiglia celebrato con gioia.
Questi tessuti delicati e naturali richiamano la cura per la vita che ritroviamo nell’ Orto e Museo Botanico.
Sala 2 – I Custodi dei Sogni e della Crescita
Proseguiamo verso la sezione dedicata alla prima infanzia, dove i protagonisti sono i sensi e le prime conquiste. Qui esponiamo oggetti che sembrano piccoli, ma che sono stati “porti sicuri” per ognuno di noi.
Il ciuccio blu di Daniil regalatogli dalla zia quando era neonato, che lo ha aiutato a sentirsi protetto nei primi mesi di vita; il calzino da neonato di Roan (2017), che la mamma gli racconta tenesse sempre in bocca come conforto e i calzini antiscivolo di Vittoria, i suoi primi calzini per camminare. Il bavaglio e le prime posatine di Anita (2017) usate dai 6 mesi ai 5 anni, simbolo dell’amore dei suoi cari. Troviamo anche il coltellino per l’infanzia (2019) di Thomas usato da due anni e mezzo, simbolo della sua crescita e del desiderio di autonomia e di diventare grande.
Questi oggetti sono il simbolo delle nostre prime tappe e conquiste.
In questa sala non mancano i compagni inseparabili, quegli “amici” che hanno scacciato le nostre paure del buio: il peluche di Lily di Dan regalato dalla sorella a tre anni, suo primo amico di pezza e simbolo del legame familiare; l’orsacchiotto di
Marina del 2019, suo compagno fin dalla culla; il delfino di Brayan del 2018, soffice compagno delle sue nanne, insieme al ciuccio; il coniglietto Bing di Akijo, risalente al 2017, regalo dei suoi genitori e suo fedele compagno di avventure. Infine il cane tattile di Massimiliano del 2018, regalo di un’amica di famiglia, che gli ha offerto una grande protezione.
Questi “amici” si collegano idealmente al Museo Veterinario, rappresentando un ponte tra l’affetto domestico e la conoscenza degli animali.
Completa la sala dei Custodi dei Sogni e della Crescita la bambola di pezza di Lourdes, regalata dalla nonna alla sua nascita e che l’ha fatta sentire protetta durante tutta la sua crescita.
Sala 3 – Il Mondo della Fantasia e dei Viaggi
Entriamo ora nella sala dedicata all’esplorazione del mondo.
Il giornalino di Topolino del 2022 di Leonardo: il primo che ha letto interamente da solo, aprendogli le porte del mondo della lettura; essendo un’icona della stampa, lo possiamo collegare al Museo della Grafica.
La foto ricordo a Tokyo del 2018 di Giulio che lo ritrae mentre mangia il ramen, ci racconta di culture lontane e sapori esotici, e il souvenir della Torre Eiffel del 2025 di Valeria, simbolo del suo primo grande viaggio all’estero insieme alla famiglia.
Per ultimo la marionetta di carta di Diletta, realizzata a mano con la mamma per inventare spettacoli, ci insegna che la fantasia può trasformare materiali poveri in avventure infinite.
Sala 4 – Le Voci degli Antenati (La Sala Storica)
Questa è la sala che ospita gli oggetti più antichi, quelli che “profumano” di storia e casa, è divisa in due parti: la prima parte comprende oggetti della vita quotidiana come il ferro da stiro a fuoco (1920) di Bianca Franchi, appartenuto alla bisnonna Fosca simbolo dell’ingegno e della forza delle donne della sua famiglia; la caffettiera napoletana di Federico sempre del 1920, usata dalla bisnonna per l’orzo e il cantaro (vaso da notte) degli anni ’30 testimonianza dei servizi igienici in uso prima
della diffusione del bagno in casa. Questi oggetti possono essere collocati in una tipica “Casa- Museo”.
Nella seconda parte troviamo la stadera a mano di Alice appartenuta alla sua bisnonna Elvira nei primi anni ’20, usata per pesare le verdure del suo orto e l’anfora (Cafiso), utilizzata in Sicilia per contenere e misurare olio e acqua fra il 1800 e il 1900, che ci ha portato maestra Antigone. Quelli elencati sono oggetti che ci proiettano in un’epoca senza elettricità né bilance moderne, e raffigurano strumenti di misura che trovano la loro collocazione nel Museo degli Strumenti per il Calcolo e di Fisica. Infine, l’apparecchio per aerosol (inizio ‘900) di Christian appartenuto allo zio del nonno, simbolo dell’evoluzione delle cure mediche e della memoria familiare ci parla di antiche cure mediche, collegandosi al Museo di Anatomia Patologica.
Conclusione – Il Passaggio del Testimone
Chiudiamo la visita con due oggetti speciali delle nostre maestre: la bambola “Michela” (anni ’70) della maestra Paola che cantava con piccoli dischi di vinile inseriti in un apposito spazio ricavato nella schiena e che ha fatto giocare due
generazioni della sua famiglia, e la macchina da scrivere Olivetti Lettera 32 della maestra Sabrina prodotta dal 1963, simbolo di un’epoca senza computer e legame con il passato per i suoi figli.
Ogni oggetto è un filo invisibile che ci tiene uniti attraverso emozioni, ricordi e legami familiari.
Grazie per aver visitato il nostro Museo di Classe. Uscendo da qui, speriamo che anche voi possiate guardare gli oggetti di ogni giorno con occhi diversi, scoprendo le storieche custodiscono.




























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