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Gipsoteca di arte antica

PIAZZA S. PAOLO ALL'ORTO N. 20, PISA (C/O CHIESA S. PAOLO ALL'ORTO)

www.gipsoteca.sma.unipi.it

www.facebook.com/gipsotecapisa 

Orario apertura al pubblico

16 settembre - 31 maggio: lunedì - giovedì 9.00 - 13.00 e 15.00 - 18.00, venerdì 9.00 - 13.00
1 giugno - 15 settembre: lunedì - giovedì 10.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00, venerdì 10.00 - 13.00

Giorni di chiusura

1° gennaio (Capodanno); 6 gennaio (Epifania); 1° maggio (Festa dei lavoratori); 15 agosto (Ferragosto); 25 dicembre (Natale).

Il 24 e il 31 dicembre chiusura alle ore 13.00.

La raccolta della Gipsoteca di Arte antica, tra le prime italiane, prende avvio nel 1887 su iniziativa di Gherardo Ghirardini che si ispirò al modello dell’archeologia germanica. La collezione offre oggi una sintesi delle opere più note e significative dell’arte greca, etrusca e romana, accanto ad esemplari meno noti o inediti, e piccoli manufatti plastici: riproduzioni fedeli di opere antiche conservate in differenti musei nazionali ed esteri, in qualche caso perdute e, talvolta, versioni particolari frutto di restauri storici o ricostruzioni appositamente realizzate a Pisa in base a nuove proposte interpretative.
La Gipsoteca ospita oggi anche la collezione dell’Antiquarium di archeologia classica e le Collezioni Paletnologiche.

Antiquarium
L'Antiquarium di Archeologia è una collezione eterogenea di circa 1500 pezzi originali in cui sono rappresentate quasi tutte le classi di manufatti dell'antichità, in particolare le produzioni ceramiche, dall'area egea a quelle dell'Etruria, ai vasi attici dipinti, con tecnica a figure nere e a figure rosse, con decorazione sovradipinta di età ellenistica, oltre a vasellame da mensa e da cucina dell'epoca romana nelle sue varie classi.
A queste si aggiunge un consistente nucleo di terrecotte architettoniche e votive, da aree santuariali del mondo antico, accanto ad altri piccoli oggetti fittili, e una serie di manufatti in metallo (es. fibule, affibbiagli di cinturoni, rasoi in bronzo) e vetro (es. balsamari, bastoncini ritorti), in qualche caso provenienti da corredi funerari di età ellenistica e romana; e alcuni esemplari in materiale lapideo a tutto tondo e a rilievo.

Collezioni paletnologiche
Le collezioni paletnologiche e paleontologiche hanno origine dalla collezione di Carlo Regnoli, medico pisano che nel 1867 effettuò i primi scavi relativi alla preistoria nelle grotte della Versilia e del monte Pisano. A queste si sono aggiunti nel tempo materiali provenienti da scavi in varie regioni italiane, che vanno dal Paleolitico all'età del Bronzo. Inoltre vi sono calchi di opere d'arte preistorica e una cospicua collezione di resti faunistici rinvenuti durante gli scavi e necessari alla ricostruzione degli ambienti e dei tipi di economia del passato.