Dantesca. Motivi e suggestioni nella grafica contemporanea

Museo della Grafica 25 Marzo 2021

 

Ricordiamo oggi, in occasione del Dantedì, la mostra “Dantesca. Motivi e suggestioni nella grafica contemporanea”, curata da Alice Tavoni e allestita al Museo della Grafica nell’ambito del Festival Dante prima, organizzato da Marco Santagata nel maggio 2018. Il festival pisano vide allora la partecipazione di molte istituzioni, impegnate nella coralità di un evento che trovava declinazione in una pluralità di iniziative. La mostra stessa, in un racconto teso a raccogliere una molteplicità di voci, proponeva nelle sale museali un percorso eterogeneo e articolato, che vedeva esposta una galleria di incisioni, stampe e disegni realizzati con le tecniche più diverse da artisti tra loro distanti per generazione, formazione, provenienza e timbro espressivo.
A integrare l’esposizione delle grafiche fu presentato in mostra il video di Giancarla Frare “Stati di permanenza. Gina” (2010), che documenta la memoria, conservata da una donna ultracentenaria, di interi passi della Divina Commedia.
Volentieri riproponiamo in questa occasione la visione di quella testimonianza che suggerisce una riflessione intensa e toccante sul tema della memoria dantesca.

 

Note al video di Giancarla Frare

Gina Meniello aveva quasi cento anni. Nata nel 1905,era partita giovanissima da un piccolo paese di Calabria e aveva vissuto in Argentina e poi a Ginevra, al seguito di una nipote, famosa concertista di pianoforte.

L’ho incontrata a Roma nel 2004, in una grande e vuota casa dell’Esquilino . Ci viveva con una badante, circondata da poche delle cose del suo passato. Una antica camera da letto , dove passava molto del suo tempo, incombeva con la nera patina e gli intagli scuri.

Piccola di statura, quasi rinsecchita, spariva in un grembiule troppo grande per lei. Non ricordava quasi più nulla della sua storia individuale. Ma, sollecitata, ripeteva con fare teatrale e con estrema sicurezza interi passi della Divina Commedia di Dante o versi dell’Ariosto . Per anni ho registrato ogni cosa: fino ai sui 105 anni Gina viene ripresa. Prima in piedi, poi seduta e negli ultimi tempi a letto. Un racconto della sua progressiva fragilità fisica e della sua immutata  prodigiosa memoria di quei versi studianti in gioventù.

Gina non sa più chi è. Non riconosce le persone che ha intorno. Ma quei resti del suo passato vengono ripetuti come un mantra fino alla sua fine, a 107 anni. Scandiscono ossessivamente il tempo. Come a dire
che, di noi, qualcosa rimane.

Guarda il video: https://youtu.be/DSPtZ2Hi_Bk