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Museo di Anatomia Patologica

VIA ROMA 57, PISA
Visitabile su appuntamento

 anatomia-patologica

Il Museo di Anatomia e Istologia Patologica, annesso alla Divisione di Paleopatologia del Dipartimento di Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, fa parte integrante delle strutture della Scuola Medica. Il Museo è sorto intorno al 1870 come una raccolta di pezzi anatomici di interesse patologico e didattico prelevati da cadavere e sistemati in vasi di vetro soffiato.
Il Museo accoglie una importante collezione di pezzi umani ed animali patologici di grande pregio scientifico, alcuni dei quali risalenti all’epoca granducale.
Nel corso di oltre un secolo di vita sono state riempite 20 grandi vetrine con oltre 1.500 preparati anatomici, umidi o secchi; tale materiale viene incrementato da reperti rari o di grosso interesse medico, acquisiti durante le autopsie.
Considerando le date d'inizio delle collezioni molto del materiale segnalato ha interesse storico, oltre che patologico e didattico, e comprende comunque reperti ed esemplari rari. Un esempio è la collezione di calcoli vescicali: circa 50 pezzi bizzarri nella forma e nelle dimensioni, lisci o moriformi, di diametro variabile da un centimetro a circa nove centimetri. Altro esempio è rappresentato dalla collezione di neonati malformati (i cosiddetti "Mostri"). Si tratta di 25 pezzi di grande interesse, ben conservati, che includono più o meno tutte le tipologie note di malformazioni congenite: dalla bicefalia all'idrocefalia, dalla ciclopia all'anencefalia e all'iniencefalia. Particolarmente interessante è uno scheletro fetale bicorporeo e toracopago in cui è possibile osservare la fusione perfetta dei due toraci a formare un'unica cavità. Entrambe le collezioni risalgono al XIX secolo. A questo secolo appartiene anche la collezione teratologica animale che include, fra i casi più particolari, un cane poliartro a sei zampe, un gatto bicefalo ed un pulcino bicefalo e poliartro a quattro zampe. Sono inoltre da menzionare la collezione parassitologica di elminti ed una piccola raccolta aracnologica di ragni velenosi.
L'incremento delle malattie professionali ed il loro interesse sociale ha portato, in tempi più recenti, all'individuazione di reperti di elevato interesse per il nostro territorio quali la collezione di polmoni autoptici, provenienti da lavoratori delle cave di marmo, dei settori metallurgici e delle vetrerie, affetti da silicosi, antracosi o asbestosi. Infine, le collezioni di patologie malformative, in particolare cardio-vascolari e renali, contano un cospicuo numero di reperti e sono anche ben rappresentate altre patologie quali quelle cerebrali, quelle dell'apparato gastroenterico e del sistema linfatico.
La collezione iconografica, composta da diapositive proveniente da pezzi autoptici e operatori, è nata circa 30 anni fa. Attualmente dispone di almeno 3.000 diapositive a colori in duplice copia, ordinate in serie per lesione, per tipo di patologia o per caso clinico. Tale materiale è a disposizione per la consultazione.
Altro materiale assegnato al Museo, per la conservazione e la consultazione su richiesta, è costituito dalla collezione di verbali autoptici completi della rispettiva diagnosi anatomo-patologica. Si tratta di circa 30.000 casi anatomoclinici raccolti dal 1884 fino ai giorni nostri.
Oltre ai reperti anatomo patologici sono da menzionare: la collezione di testi a stampa che conta circa 6.000 volumi e fra cui segnaliamo due pregevoli edizioni di Jean Cruveilhier (1845); le miscellanee originali dei lavori di Angiolo Maffucci (1848-1907) e di Antonio Cesaris Demel (1866-1938) ed infine la collezione di stampe di anatomia patologica anch'essa in dotazione alla biblioteca della divisione.
Reperti peculiari sono quelli della collezione di paleopatologia ossea, dove per paleopatologia si intende la scienza che studia le malattie del passato attraverso l'analisi dei resti umani antichi al fine di ricostruire lo stato di salute o di malattia di un individuo o di una popolazione del passato.
L'area di interesse territoriale del Museo di Anatomia Patologica è da ricercare anzitutto nell'ambito di Pisa e comprende le Facoltà di Medicina, di Scienze e di Farmacia, per quanto riguarda le collezioni patologiche di Età Moderna e Contemporanea. Le collezioni paleopatologiche, costituite da reperti antichi provenienti da tutta Italia, superano però l'ambito regionale e costituiscono motivo di interesse a livello nazionale.
Attualmente il Museo è in fase di ristrutturazione e i reperti anatomici non sono accessibili, in quanto posti in deposito.